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   La tecnica come pretesto di espressione artistica.
   
 
la prof. Aristea KritsotakiHo sempre cercato di dare agli studenti dei consigli che avessero valore di premessa e di chiarificazione rispetto a ciò che mi appassiona da una vita e che mi tiene compagnia. Soprattutto per quanto riguarda il modo di lavorare quello che comunemente si chiama metodo, lasciando lontano da me linguaggi e gusti. Cerco ogni volta di convincere questi giovani a guardarsi nel profondo per cercare quel mondo che è in ciascuno inesauribile ed insuperabile.
Questo mondo artistico strettamente individuale, quando si allontana da altri sentimenti quali superbia, arrivismo, compromesso, superficialità, diventa la definitiva necessità che è alla base dell'espressione.
L'analisi di ogni punto e di ogni segno ha la sua importanza se vista nell'insieme, al fine di arrivare ad un segno trasmettitore di concetti. Per molti giovani, il mezzo incisorio è diventato un modo -forse l'unico- cui affidare il proprio mondo poetico per un'originale ricerca creativa. Proprio quel mondo che ci permette di creare e di trovare i sentimenti più alti e rari, come la lealtà, la sincerità, la semplicità, la passione e l'amore per la ricerca individuale dietro cui, tuttavia deve sempre persistere il dubbio come strumento della continua messa in discussione del proprio percorso.
Il nostro mondo artistico è comunque profondamente diverso, al momento della creazione di un'incisione, da una pittura o da un disegno, sia perché è tutto visto alla rovescia, sia perché c'è di mezzo sempre e comunque il tempo, che si frappone come tramite diretto tra la lavorazione e il momento magico della stampa. La tecnica non deve diventare mai virtuosismo, né il talento, contrapponendosi alla nozione di gusto, risolversi in una meticolosa esecuzione. L'importanza del talento non deve mai ridursi in un'abilità tecnico-manuale, spesso luogo comune di questa difficile disciplina, ma deve sapere da essa uscire, per permettere mediante questa tecnica, la creazione di un'opera d'arte.
Fatte queste considerazioni, ogni studente deve essere lasciato libero di esprimere se stesso al meglio, scegliendo la tecnica che più si avvicina alla sua personalità, trasformandola in pretesto della sua espressione artistica.
Questo nostro mondo deve diventare sintetico e nello stesso tempo analitico, e deve essere concentrato in uno spazio-superficie molto ridotto. L'occhio di un incisore sembra una lente di ingrandimento, una precisazione minuta a base di una sensorialità che tutto osserva e tutto ingrandisce, fino ad analizzarne i principi costitutivi.
Cerco di trasmettere l'amore personale per le tecniche dirette, dove i ripensamenti sono praticamente impossibili o quasi, e dove le procedure non hanno bisogno di processi meccanici, per ridurre tutto in un piccolo tavolo da lavoro, per creare con tenacia, tranquillità, amore, pazienza e sincerità.
Esempi di grandi incisori, come Rembrandt, Dürer, Piranesi, devono essere esplorati e capiti dagli studenti, ma non riproposti come modelli di imitazione… per poter volare liberi.
   
  Gennaio 2006                                                                  prof. Aristea Kritsotaki