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La tecnica come pretesto di espressione artistica. |
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Ho
sempre cercato di dare agli studenti dei consigli che avessero valore
di premessa e di chiarificazione rispetto a ciò che mi appassiona
da una vita e che mi tiene compagnia. Soprattutto per quanto riguarda
il modo di lavorare quello che comunemente si chiama metodo, lasciando
lontano da me linguaggi e gusti. Cerco ogni volta di convincere
questi giovani a guardarsi nel profondo per cercare quel mondo che
è in ciascuno inesauribile ed insuperabile.
Questo mondo artistico strettamente individuale, quando si allontana
da altri sentimenti quali superbia, arrivismo, compromesso, superficialità,
diventa la definitiva necessità che è alla base dell'espressione.
L'analisi di ogni punto e di ogni segno ha la sua importanza se
vista nell'insieme, al fine di arrivare ad un segno trasmettitore
di concetti. Per molti giovani, il mezzo incisorio è diventato un
modo -forse l'unico- cui affidare il proprio mondo poetico per un'originale
ricerca creativa. Proprio quel mondo che ci permette di creare e
di trovare i sentimenti più alti e rari, come la lealtà, la sincerità,
la semplicità, la passione e l'amore per la ricerca individuale
dietro cui, tuttavia deve sempre persistere il dubbio come strumento
della continua messa in discussione del proprio percorso.
Il nostro mondo artistico è comunque profondamente diverso, al momento
della creazione di un'incisione, da una pittura o da un disegno,
sia perché è tutto visto alla rovescia, sia perché c'è di mezzo
sempre e comunque il tempo, che si frappone come tramite diretto
tra la lavorazione e il momento magico della stampa. La tecnica
non deve diventare mai virtuosismo, né il talento, contrapponendosi
alla nozione di gusto, risolversi in una meticolosa esecuzione.
L'importanza del talento non deve mai ridursi in un'abilità tecnico-manuale,
spesso luogo comune di questa difficile disciplina, ma deve sapere
da essa uscire, per permettere mediante questa tecnica, la creazione
di un'opera d'arte.
Fatte queste considerazioni, ogni studente deve essere lasciato
libero di esprimere se stesso al meglio, scegliendo la tecnica che
più si avvicina alla sua personalità, trasformandola in pretesto
della sua espressione artistica.
Questo nostro mondo deve diventare sintetico e nello stesso tempo
analitico, e deve essere concentrato in uno spazio-superficie molto
ridotto. L'occhio di un incisore sembra una lente di ingrandimento,
una precisazione minuta a base di una sensorialità che tutto osserva
e tutto ingrandisce, fino ad analizzarne i principi costitutivi.
Cerco di trasmettere l'amore personale per le tecniche dirette,
dove i ripensamenti sono praticamente impossibili o quasi, e dove
le procedure non hanno bisogno di processi meccanici, per ridurre
tutto in un piccolo tavolo da lavoro, per creare con tenacia, tranquillità,
amore, pazienza e sincerità.
Esempi di grandi incisori, come Rembrandt, Dürer, Piranesi, devono
essere esplorati e capiti dagli studenti, ma non riproposti come
modelli di imitazione… per poter volare liberi. |
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Gennaio
2006
prof. Aristea Kritsotaki |
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